13/04/2014 – Primavera

Strana domenica mattina, questa. La sveglia suona alla solita ora, le 7:15, ma, sarà la stanchezza della serata precedente, faccio molta fatica. Non riesco a trovare il telefono che continua, inesorabilmente, a suonare: è un trillo che mai, prima di oggi, mi era sembrato così insopportabile! Finalmente riesco ad afferrare e ad arrestare quella che a tutti gli effetti, era diventata una tortura; ora mi attende il meglio: trovare il coraggio di uscire dal letto. Mi ritornano subito in mente i pensieri e le emozioni con i quali mi ero addormentato: ieri sera, infatti, siamo andati allo Stadio Olimpico a vedere la nostra amata Roma; l’adrenalina che regala seguire una partita dal vivo, rispetto al “divano” di casa, non è paragonabile. Così com vedere la felicità scolpita sul volto di mio figlio, mi fa tornare indietro nel tempo, quando a parti invertite, mio padre ci portava per le prime volte allo stadio, e sicuramente anche lui, voltandosi verso di noi, vedeva negli occhi miei e di mio fratello, la stessa felicità.
Vinco la pigrizia e mi alzo dal letto, ma quando scendo in cucina e apro la finestra, un pizzico di delusione si stampa sul mio volto: sta piovendo. Si profila un giro bagnato e di certo, non ho proprio voglia di bagnarmi. Mentre faccio colazione mando un messaggio al gruppo: se continua così torno a dormire. Alle 7:45, ormai privo di speranza, torno a letto.
Quando mi risveglio, alle 9:30 c’è il sole; forse qualcosa si può ancora fare. Trovo sul telefono delle chiamate di mio fratello e di Andrea. Lo richiamo, ma loro sono ormai lontani e quindi decido di andare da solo. Alle 10 sono in bici e scelgo, per non infangarla troppo, un percorso di strade asfaltate e sterrate battute. Mi accorgo subito che non fa freddo: il sole di questo inizio di primavera è già molto caldo, ed in poco tempo è riuscito ad asciugare le strade. Riesco, così, a gustarmi in pieno questo giro, soffermandomi, più di altre volte, ad ammirare la natura, che sembra sbocciare al mio passaggio; è un susseguisi di colori, forti, accesi. Il bianco ed il rosa dei peschi e dei ciliegi in fiore, il verde dei prati macchiato dal bianco delle margherite, fiori gialli che fanno capolino tra un cespuglio e l’altro e noccioli di nuovo ricoperti da lucenti foglie verdi.

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Concludo il giro dispiaciuto per non essere andato col resto del gruppo, ma felice, anzi, ubriaco, di profumi e colori che solo la primavera sa donare.

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