30/03/2014 Eremo di San Girolamo

Ormai al gruppo “Lenti & Tenaci”, o almeno, ad una sua parte, nulla è precluso. Dopo la faticosa ma stupenda scalata al monte Soratte, si era deciso che la meta successiva sarebbe stato l’Eremo di San Girolamo, piccolo complesso interamente scavato in un ammasso roccioso di origine vulcanica, finemente lavorato per creare ambienti, ripari, sedili, passaggi ed una piccola cappella. Situato all’interno della faggeta di Monte Fogliano, Il luogo fu dimora di Fra Girolamo Gabrielli, nobile senese del seicento, che preferì una vita di preghiera e meditazione agli agi nobiliari. L’avventura del pover’uomo non si concluse in maniera positiva: depredato e malmenato da una banda di malfattori, fu costretto a tornare a Siena, donando però, tutti i suoi averi ai poveri.

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Dopo questo doveroso cenno storico, che spero abbiate gradito, passiamo al racconto dell’uscita. Al consueto appuntamento al “5 Stelle”, non si respira certo l’aria delle grandi occasioni: infatti, durante tutta la settimana, erano giunte molte sollecitazioni al capitano affinché si iniziasse ad uscire con la bici da strada. Lui aveva cercato di arginare queste richieste, ma il sabato, dopo aver visionato le previsioni meteo, aveva deciso: si uscirà con la bici da strada. Quindi, per questa gita all’Eremo, non eravamo in tanti, anzi, dovevamo essere solo in 5. Fortunatamente si sono uniti a noi 2 nuovi compagni di avventura, che spero, da qui in avanti, saranno sempre dei nostri: Manolo e Lorenzo.

Per salire verso Monte Fogliano, decidiamo di passare da Ronciglione, via vecchia stazione FS di Caprarola. La strada la conosciamo tutti molto bene: fino all’imbocco della salita che porta fino a “Cima Coppi” l’abbiamo affrontata tante volte, ma stavolta, non si salirà fin li. Infatti il sentiero che porta all’Eremo, deve essere preso dalla provinciale che collega Cura di Vetralla a San Martino al Cimino. Questa parte della faggeta di Monte Fogliano non l’ho mai percorsa; quindi cerco di godermi tutto il paesaggio e tutta la strada che procede tra sali e scendi fino alla provinciale. Pochi metri e si svolta a destra, dove capiamo subito cosa ci aspetta: tra radici e fango, foglie e avvallamenti, il sentiero sale ripidamente, mettendo a dura prova la nostra abilità di MTbikers. Per fortuna, la salita non è tanta lunga, c.a. 1,3 Km. Dopo un bivio dove incontriamo altri bikers fermi in sosta, scorgiamo sulla destra l’Eremo: ce l’abbiamo fatta anche stavolta. E’ il momento delle foto e come sempre, Luca da il meglio di se. Ci concediamo alcuni minuti di riposo e di meditazione nella piccola cappella, corredata dalle immancabili foto, e siamo di nuovo in sella, sulla strada del ritorno. Affrontiamo un divertente single track in discesa, tra radici e foglie, stando molto attenti agli avvallamenti creati dalle abbondanti piogge invernali.

Piccolo inconveniente, la caduta di Marco, fortunatamente senza troppe conseguenze: qualche escoriazione ed un po’ di dolore al gomito.

In conclusione, cosa dire: affascinate e ricca di emozioni questa mattinata, anche se mi dispiace per non essere venuti tutti insieme qui all’Eremo. Sarà per la prossima volta.

Le foto sono sulla pagina Facebook del gruppo. Non ce l’ho fatta ad inserirne qualcuna. Sono fuori tutta la settimana.

Ecco il link alla traccia GPX: http://connect.garmin.com/activity/471100724

P.S. A mio fratello non gli va mai bene!!!!!!! (chi ha orecchi per intendere, intenda)

16/03/2014 Soratte: il monte

Olèèèè, olèèèè, olèèèè: SORATTE!!!, il monte. Ma andiamo con ordine.

Classico appuntamento della domenica mattina al bar 5 Stelle. Stavolta le idee sono chiare fin dal principio: si tenterà di raggiungere Sant’Oreste il prima possibile, per poi provare la scalata al Monte Soratte, scalata più volte rimandata per l’ora tarda a cui si arrivava al paese. Andatura, quindi, sostenuta, ma senza strafare: se si vuole arrivare in cima e tornare a Fabrica senza troppi problemi, le energie vanno dosate nel miglior modo possibile e ciascuno deve assolutamente conoscere il proprio fisico e regolarsi di conseguenza. Alle 9 e 30 c.a. siamo già all’imbocco della sterrata che ci porterà fino ai piedi del Soratte, attraversando vari pascoli ed uliveti. Questo ci conforta non poco, ed iniziamo a credere che forse, stavolta, sarà quella giusta.

Prime foto nei pressi di un uliveto, tipica zona sosta/ristoro, per i bikers diretti al Soratte.

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La strada, sotto le ruote/one delle nostre MTB, procede veloce; il fango e le pozzanghere delle settimane precedenti si sono asciugate favorendo non poco la scorrevolezza delle bike.

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Giungiamo a Sant’Oreste verso le 11:00 e, dopo l’immancabile pausa caffè (stavolta offerto da Roberto B.), iniziamo l’ascesa. Certo, c’è sempre chi cerca di scoraggiare i più volenterosi con le solite frasi: “Ma che siete pazzi?”, “Quello che vedete lì, è solo l’inizio, dopo è molto peggio”, “Io non vengo”, “Ma dai, torniamo indietro che facciamo tardi”. Ma stavolta non c’è niente da fare: ci si guarda negli occhi e… si parte.

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La salita comincia subito molta dura. Non guardo il Garmin,  per non impressionarmi da subito, ma siamo sicuramente sopra al 20%. Incontriamo e superiamo persone a piedi che ci incoraggiano e ci spronano con battute più o meno efficaci.  La salita è, come tutti ci aspettavamo, molto impegnativa (2 Km e 270 mt di dislivello) ed il gruppo si sfilaccia sotto il ritmo e la cadenza delle pedalate imposte da Roberto e Raimondo. Infatti, saranno loro i primi ad arrivare al piazzale del Convento (Convento di Santa Maria delle Grazie), fotografando il resto del gruppo che arriva disordinatamente.

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Dal Convento la strada prosegue verso la cima: qui arriviamo solo alcuni di noi. Il paesaggio che si rileva ai nostri occhi ripaga, senza ombra di dubbio, la fatica fatta.

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Ora, ci aspetta il rientro. Decidiamo di tornare dalla Flaminia per guadagnare tempo e non arrivare troppo tardi. Arriviamo a Fabrica intorno alle 13:00, stanchi, sfiniti, ma con il cuore e la mente pieni di emozioni e felicità per la splendida mattinata trascorsa.

Questa la traccia GPX e tutte le foto di oggi.

Saluti

14/03/2014 giro “n’guattarella”

Visto che sono stato scoperto (dal “Vigile”), tanto vale confessare. Oggi, approfittando del giorno di ferie, e dovendo andare all’Agriturismo la Vita per confermare il ristorante per la Comunione di mio figlio, mi sono detto: “perchè non andare in bici?”. Ed allora, alle 10:30, salgo in sella alla mia nuova bike, e parto. Ho deciso di fare la “Stufa”, sia perchè credo sia la strada più corta, sia perchè è da tanto tempo che non la faccio e la voglio provare con la bici nuova. All’inizio mi sembra tutto molto bello, ho sensazioni positive e la gamba sembra girare bene; procedo con una buona andatura ed in poco tempo giungo alla parte più impegnativa della salita. E’ qui che cominciano i problemi: il caldo (mi sono coperto un po’ troppo per il sole odierno), il raffreddore che non mi lascia respirare bene ed il giusto passo con la doppia che fatico a trovare nei tratti più ripidi. Arrivo in cima già bello stanco. Per fortuna da ora in avanti mi aspetterà tanta discesa. Proseguo il giro, ma non scendo dalla Via di Mezzo, in quanto devo rientrare il prima possibile, e scendendo dall’asfalto guadagno tempo. Quando arrivo al bivio con tra Caprarola ed il Lago, si apre davanti a me, uno splendido panorama che mi riappaga della fatica fatta. Arrivo alla Vita in un batter d’occhio, faccio quello per cui sono venuto, e sono di nuovo in sella. Prendo la strada del ritorno tenendo una buona andatura ed in meno di un’ora sono a casa. Per chi vuole seguire la traccia, eccola. Ciao, ci vediamo domenica. Appuntamento alle 8:30.

P.S.: “n’guattarella” è, secondo Roberto D.B., il giro che si fa di nascosto, per allenarsi, e farsi trovare più preparato la domenica.

09/03/2014 Gallese, Tevere, Orte Scalo

Nuovo giro del gruppo “Lenti & Tenaci”, stavolta alle prese con le campagne tra Gallese e Orte Scalo. L’appuntamento fissato per le 8:30 non lascia dubbi: sarà un giro lungo, con tratti mai percorsi prima e, forse, si potrà costeggiare anche il Tevere. Il giro si apre con le consuete felicitazioni per una nuova bici che entra nel gruppo (la mia in questo caso)

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e poi si parte in direzione Gallese, passando da Corchiano. La provinciale 73 che collega questi due comuni del basso Viterbese è in pessime condizioni, ed infatti, non incontriamo nessun mezzo motorizzato che la percorre: anche in MTB bisogna stare molto attenti per cercare di evitare le buche più grandi e non incorrere in qualche brutta disavventura. Vicino a Gallese la prima foto ricordo della giornata (spendita la location scelta).

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Proseguendo, dopo una foratura del solito Nicola, giungiamo in prossimità della stazione FS di Gallese ed è qui che iniziamo a costeggiare il Tevere, risalendo per una strada brecciata che sta sistemando l’ENEL. Non possono mancare le consuete foto in riva allo storico fiume.

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Le campagne limitrofe nascondono ancora a stento la piena susseguente alla forti piogge di qualche settimana fa ed anche la strada si presenta assai fangosa: proprio l’ideale per la mia nuova bike. Giungiamo quindi ad Orte Scalo; è l’ora del caffè (gentilmente offerto dal sottoscritto) e della merenda, visto la salita che ci attende per risalire dalla valle del Tevere. Ed infatti, proprio vicino al bar, ci aspettano questi 2,4 Km con 250 mt di dislivello che ci collegano alla “Ucl Eurovelo 7”, strada che ci riporterà indietro fino a Gallese e da li, fino a Fabrica. Arriviamo a Fabrica stanchi, chi più, chi meno, ma felici e soddisfatti della bella mattinata passata insieme.

Le foto della giornata sono sulla pagina Facebook del gruppo, mentre questo è il link alla traccia GPX.

Saluti

02/03/2014 Ronciglione, Lago di Vico, Caprarola

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Nonostante le pessime previsioni meteo che non lasciavano speranze per questa domenica, il gruppo “Lenti & Tenaci” è riuscito a portare a termine questa bella e lunga uscita (58 Km e 900 mt di dislivello c.a.). Certo, il percorso scelto non è stato proprio tipico da MTB, ma non si potava fare altrimenti, viste le abbondanti piogge che, nei giorni precedenti, erano cadute sul nostro territorio. Comunque ce n’è stato per tutti i gusti: salite più o meno dure, discese, parti pianeggianti per far girare le gambe; proprio una bella uscita. Se poi a tutto questo sommate il forfeit  dell’ultim’ora di qualche “porta jella” specializzato in “makumbe”, che permette di completare il giro senza forature e guai meccanici, allora la giornata da bella diventa FANTASTICA. Appuntamento a domenica prossima (dovrebbe essere davvero bello, il tempo) con possibili novità…

Ecco la traccia GPX (stavolta ho preso quella di mio fratello).